voglio un bel sorriso

VOGLIO UN BEL SORRISO

Il sorriso è la prima cosa che parla di noi agli altri.

Per odontoiatria estetica intendiamo tutti i trattamenti che ci permettono di ridare ai denti anteriori forma e colore naturale.

La grande attenzione che è dedicata al risultato estetico ovviamente non trascura l’aspetto funzionale.
Molte di queste procedure sono utilizzate anche per ricostruire i denti posteriori.

Scopri come eseguiamo lo sbiancamento professionale in studio

Un bel sorriso è valorizzato in primo luogo dal colore dei denti.

Nel nostro studio utilizziamo una tecnica innovativa che permette in una sola seduta di ottenere risultati eccellenti senza effetti collaterali.
Dopo la seduta d’igiene la procedura di sbiancamento prevede l’applicazione di un gel che si attiva con una lampada a luce ultravioletta.
Il risultato è immediatamente visibile già al termine del trattamento consentendovi di uscire dallo studio con denti bianchi e visibilmente sorridenti.

La tecnica dello sbiancamento è diffusa da molti anni e può essere eseguita a casa o in studio.
Lo Studio Dentisti Vignato utilizza la tecnica che si svolge in studio per poter monitorare il paziente e valutare immediatamente il risultato.
Il gel utilizzato non erode lo smalto e non è tossico ma può comunque provocare come effetto collaterale transitorio una maggiore sensibilità al freddo. Occorre che il trattamento sia mirato in base alle pigmentazioni da rimuovere e allo stato dentale del paziente: è pertanto indicata la supervisione dell’odontoiatra affinché il trattamento sia efficace.
Ricordate che prima di procedere con lo sbiancamento bisogna proteggere le gengive con una pasta apposita onde evitare lesioni dolorose.
Presso lo Studio Dentisti Vignato facciamo seguire allo sbiancamento l’uso di un dentifricio sbiancante per prolungare l’effetto sbiancante e il mantenimento dello stesso nel tempo. 

Prima dello sbiancamento è importante effettuare l’igiene dentale professionale per valutare lo stato effettivo della bocca e, se necessario, curare le eventuali carie.
Lo sbiancamento agisce solo sullo smalto naturale quindi non ha alcun effetto sulle radici esposte e nemmeno su corone o faccette. 

Per le prime 48 ore è sconsigliato mangiare cibi e bevande particolarmente aggressivi che possono alterare la colorazione dello smalto come the, vino rosso, liquirizia, agrumi o aceto.
È preferibile non fumare e abbinare un’accurata igiene orale domiciliare con regolari sedute d’igiene professionale in studio.
Ricordiamo che utilizzare un dentifricio sbiancante migliora l’effetto sbiancante della terapia nel tempo. 

È una procedura odontoiatrica che, attraverso l’utilizzo di compositi, ci permette di ricostruire parti di dente danneggiate dalla carie o da traumi.
Possono essere eseguite sui denti anteriori e su quelli posteriori.
I materiali utilizzati sono definiti compositi e, grazie alle loro caratteristiche di colore e consistenza, ci permettono di riprodurre l’aspetto di un dente in modo naturale.
Se utilizzati sui denti anteriori ci permettono di ricostruire anche lesioni che coinvolgono il 40% del dente. Sui denti posteriori sono utilizzati per sostituire le vecchie otturazioni in amalgama troppo scure per un sorriso smagliante. 

Non ci sono particolari precauzioni da osservare. 


L’intarsio è una terapia intermedia tra otturazione e corona.
Ci permette di ricostruire denti molto rovinati risparmiando tessuto integro del dente.
È una tecnica da preferire prima di fare una corona per mantenere i denti vitali.

Molto spesso i pazienti con vecchie otturazioni in amalgama scelgono di sostituirle perché tossiche e inestetiche. Per la loro sostituzione è possibile scegliere uno dei nuovi materiali presenti in commercio come zirconio o composito.
L’intarsio va considerato come un’otturazione da eseguire sui denti molari e premolari quando questi sono molto rovinati da non permettere l’otturazione tradizionale.
L’intarsio è preparato in laboratorio su un’impronta eseguita in bocca, dopo che dente è stato preparato con le frese, e richiede una preparazione atta a renderlo ritentivo sul dente quando lo si cementa.
Gli intarsi si dividono in onlay, quando ricoprono tutta la parte occlusale del dente, e inlay, quando sono contenuti all’interno della forma del dente.
Gli intarsi sono una soluzione intermedia tra otturazione e corona. 

L’amalgama dentale è una lega di mercurio con metalli come argento, stagno e rame utilizzata fino ad alcuni anni fa per la realizzazione delle otturazioni dentali.
Oggi, a causa della dimostrata tossicità non è più utilizzata in odontoiatria. Il nostro studio dentistico non impiega l’amalgama dentale da più di 10 anni. 


Le faccette e le corone estetiche hanno lo scopo di ridare forma e colore naturale ai denti molto rovinati. Le due tecniche hanno indicazioni diverse.
Le faccette sono sottili lamelle di ceramica personalizzate che vanno incollate sulla parte frontale del dente con una tecnica definita microinvasiva.
Il loro utilizzo dà risultati eccellenti ma solo nel caso di denti leggermente irregolari, di colore leggermente diverso dagli altri, oppure nei denti fratturati laddove l’otturazione estetica non permette un risultato ottimale.
Non sono indicate nei denti con forma o posizione eccessivamente difforme, oppure nei denti eccessivamente discromici, come pure nei denti devitalizzati, perché lo spessore esiguo della faccetta non sarebbe in grado di mascherare un colore troppo scuro.
Le corone estetiche sono in ceramica o in ceramica e zirconio.
Non contengono metalli scuri al loro interno.
Sono indicate nei denti molto danneggiati o devitalizzati, nei denti fortemente discromici e in tutte le situazioni in cui vogliamo riposizionare un dente nella posizione originaria senza intervenire ortodonticamente.

In entrambi i casi, la naturalezza della porcellana, permette di imitare in modo straordinario il dente naturale, assicurando la perfetta sintesi tra estetica e armonia di forma.

La faccetta corregge piccole malposizioni dentali senza dover ricorrere a trattamenti ortodontici più complessi.
Le faccette consentono di risolvere in brevissimo tempo anche gravi inestetismi, come denti diastemati o dicromici, e possono modificare irregolarità di lunghezza o larghezza dei denti, lasciando quelli adiacenti intatti. 

Le faccette solitamente hanno uno spessore compreso tra 0,3 e 0,7 mm, mentre la loro superficie deve coincidere esattamente con i denti su quali vanno applicate.
La preparazione e l’applicazione delle faccette sono competenza dell’odontoiatra che, assieme al tecnico di laboratorio, personalizza la ceramica in relazione ai denti adiacenti. 

Il posizionamento di una nuova corona richiede pochi appuntamenti.
La fase più importante è l’inserimento del provvisorio poiché è proprio il provvisorio che permette al dentista di gestire la qualità della gengiva, la sua posizione e la forma indispensabile per il giusto posizionamento del dente definitivo.
Il provvisorio deve essere lo specchio del definitivo e la gengiva deve essere perfettamente rosea prima di procedere all’inserimento dello stesso. 

L’inserimento della corona si completa con la cementazione.
Una corona definitiva che si stacca significa che essa è imprecisa e va rifatta.
Il discorso è diverso per il provvisorio che, essendo cementato in modo provvisorio, talvolta può accidentalmente staccarsi. 

La corona è un prodotto resistente che non richiede particolari precauzioni.
Di fatto andrebbe trattata come un dente naturale prestando attenzione a non addentare cibi o oggetti che potrebbero romperla.
Inoltre, come per i denti naturali, andrebbero evitati atteggiamenti viziati come mangiarsi le unghie, masticare chewing gum o aprire tappi di bottiglia. 

Tecnicamente non ha limiti di durata. È chiaro che se ne trascuriamo la manutenzione, come del resto per i denti naturali, essa può andare incontro a infiltrazioni o fessurazioni che la possono rendere inestetica. 


La possibilità di applicare un apparecchio ortodontico linguale permette ai pazienti più esigenti, per motivi lavorativi o estetici di non provare imbarazzo durante il periodo di trattamento.
L’iniziale difficoltà fonetica dovuta all’interferenza dell’apparecchio con la lingua è solitamente superabile in pochi giorni di adattamento.

Il posizionamento delle piastrine sulla superficie interna dei denti consente di lavorare in una zona dove lo smalto dentario è più spesso e resistente ai processi di decalcificazione o agli attacchi cariosi, rispetto alla superficie esterna ai denti. Questo consente di abbattere notevolmente il rischio di avere denti macchiati a causa della colla impiegata per l’ancoraggio delle piastrine esterne tradizionali. 

Non si riscontrano controindicazioni, l’apparecchio linguale è adatto a tutti e previene il rischio di lesioni alle labbra e alle guance, soprattutto durante l’attività sportiva. Potrebbe originarsi una leggera irritazione nei primi giorni dopo l’inserimento in bocca ma risciacqui con il colluttorio potranno alleviare il fastidio che scomparirà non appena le mucose si saranno adattate. Questo dispositivo consente inoltre di mantenere un contatto normale tra le labbra, eliminando l’ingombro delle piastrine tradizionali. 


In alcuni pazienti possiamo riscontrare una retrazione gengivale anche consistente nella zona cervicale dei denti.
Le cause sono da ricondurre all’errato spazzolamento dentale, alla scarsa igiene orale, alla parodontopatia.
Le conseguenze sono ipersensibilità dentinale e deterioramento dell’aspetto estetico complessivo del viso.
La recessione altera la proporzione tra dente e gengiva specialmente a livello degli incisivi, dei canini e dei premolari.
In questo caso è indispensabile ricostruire la parte di dente usurata con un materiale composito e successivamente, utilizzando una microchirurgia, innestare del tessuto connettivo autologo che, ricostruendo la gengiva, permette di ricoprire la radice dentale offrendo riparo ai denti sensibili.