sono una donna

SONO UNA DONNA

Una bambina, una donna, una mamma. Un sorriso speciale per ogni età.

Ci sono alcune patologie odontoiatriche che colpiscono prevalentemente il sesso femminile nell’infanzia, durante la gravidanza e in età adulta.

Queste patologie riguardano la dentizione, il cavo orale e l’articolazione temporo-mandibolare (A.T.M.). Un’altra patologia che coinvolge spesso il sesso femminile è l’osteoporosi da menopausa. La componente ossea del nostro corpo subisce un continuo “rimaneggiamento” e processo di costruzione e distruzione negli anni. In alcune pazienti questo fenomeno si accentua con la riduzione degli estrogeni nel periodo della menopausa o durante alcune terapie ormonali sostitutive.

La ragione di questa tendenza è legata al condizionamento sociale che vede nella cura e bellezza del sorriso femminile un aspetto vincente per l’inserimento nella società.
C’è anche da dire che le bambine stesse dimostrano un atteggiamento di maggior disponibilità verso il trattamento ortodontico rispetto ai coetanei del sesso maschile, attratti maggiormente dalla cura del corpo. 

L’agenesia dentale

E’ l’anomalia più frequente nella razza umana.
Si tratta della mancanza di sviluppo di uno o più denti nell’arcata dentaria. Questo fenomeno può riguardare sia i denti da latte che i definitivi. La causa non è ben nota ma è la conseguenza di alterazioni ormonali, genetiche, ambientali e infettive e colpisce maschi e femmine in egual maniera.
Nel sesso femminile l’agenesia è spesso bilaterale e colpisce prevalentemente l’incisivo laterale superiore e il secondo premolare, sia superiore che inferiore.
L’iperdonzia, o presenza di denti soprannumerari, è un’altra tendenza diffusa tra le popolazioni caucasiche.

La gravidanza

E’ un periodo molto delicato per la salute orale perché durante la gestazione le alterazioni ormonali possono alterare le mucose del cavo orale sensibilizzandole e rendendole più esposte a infiammazioni e infezioni.
Tutto ciò può essere tenuto sotto controllo intensificando i controlli dal dentista e mantenendo un’attenta e corretta igiene orale.

Prima di una gravidanza è buona norma rivolgersi al nostro studio dentistico per un check-up completo della bocca.
Cosa fare:
– seguire un protocollo di sedute d’igiene professionale e casalinga molto attento
– fare delle radiografie endorali (bite wing) per valutare la situazione dei denti sani e le vecchie ricostruzioni
– fare una radiografia panoramica per vedere lo stato dei denti del giudizio
– verificare che non ci siano denti rotti o lesioni apicali
– se è in corso un trattamento, o si indossa l’apparecchio ortodontico, è consigliato parlare con il proprio dentista per valutare la situazione

 In gravidanza è consigliato ripetere con maggior frequenza l’igiene dentale professionale.
Nei primi tre mesi di gestazione sono assolutamente da evitare le radiografie, dopo il primo trimestre rimane comunque sconsigliato, tranne in casi urgenti e rispettando particolari norme di radio protezione. In questo periodo è fondamentale adottare uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta che escluda alcool e fumo.
Sebbene, in caso di forti nausee, possa risultare difficoltoso mangiare regolarmente e in modo equilibrato, è importante apportare in modo costante i principi nutritivi fondamentali come la vitamina A, B, C, D, ferro e calcio, necessari per la mineralizzazione delle ossa.
In particolare, la carenza di vitamina D durante la gravidanza dimostra un sensibile peggioramento della qualità dei denti in formazione nel feto.
Non va mai dimenticato che l’idratazione è basilare per mantenere un flusso salivare costante che aiuta a rimuovere residui di cibo, neutralizzare gli acidi della placca e tenere sotto controllo i batteri patogeni.
In caso di nausea con vomito bisogna ricordare che l’acidità del reflusso gastrico è molto lesiva per lo smalto dei denti e a lungo termine li può danneggiare.
Consigliamo in questi casi di assumere degli antiacidi che possono tenere sotto controllo la situazione.

 La gengivite è una condizione che si manifesta spesso in gravidanza provocando gengive arrossate, gonfie e facilità di sanguinamento.
Non va trascurata poiché può portare a infiammazioni più serie come la parodontite che comporta la perdita di osso alveolare, minando la stabilità dei denti.
Sono stati evidenziati casi in cui una grave parodontopatia ha indotto gravidanze pretermine poiché i batteri orali in eccesso tendono a diffondersi nel resto del corpo.
Se prima della gravidanza si sono già manifestati problemi di tipo parodontale è consigliabile prestare maggior attenzione alla salute della bocca e delle gengive, intensificando i controlli dal dentista durante il 2°/ 3° mese di gravidanza con ulteriori richiami fino all’8° mese.

 Sì, la carie dentale può essere curata anche durante il periodo della gravidanza.
È consigliato in questi casi aspettare il termine del terzo mese e utilizzare anestetici senza adrenalina. Per ogni dubbio confrontatevi anche con il vostro ginecologo.

L’anestesia è sconsigliata prima della fine del terzo mese di gestazione. Dopo questo periodo non c’è nessuna particolare controindicazione, va prestata attenzione nell’utilizzo di anestetici che devono essere senza adrenalina per evitare la vasocostrizione.
Per quanto riguarda la prescrizione degli antibiotici è meglio confrontarsi con il proprio ginecologo.  

 Durante la gravidanza è meglio rimandare le radiografie endorali al termine del terzo mese e solo in casi indispensabili.
Vanno rispettate alcune norme di radio-protezione come l’uso del grembiule con collare in piombo, per protegge le aree più delicate del feto e del collo, e l’uso di strumenti radiografici digitali molto meno invasivi di quelli tradizionali.
Durante l’allattamento non c’è nessuna controindicazione perché il latte materno, così come le ghiandole mammarie, protette dal grembiule piombato, non vengono in nessun modo alterate dai raggi X.
Lo Studio Dentisti Vignato è dotato di presidi di radio-controllo e di strumenti radiografici certificati come da legislazione vigente.

Poiché la riuscita di una buona cura canalare è condizionata dalla valutazione radiologica delle radici, il consiglio è quello di stabilizzare la situazione con delle paste provvisorie e riprendere la terapia alla fine della gravidanza.  

Disturbi dell’A.T.M. (articolazione temporo-mandibolare)

L’A.T.M. o articolazione temporo-mandibolare, è una struttura complessa che permette l’articolazione della mandibola rispetto al cranio.
L’apertura e la chiusura della bocca avvengono quando i muscoli che legano la mandibola al cranio, e al collo, si mettono in movimento e, quando la mandibola inizia a muoversi, il condilo mandibolare si sposta in avanti percorrendo una prominenza ossea presente nel cranio.
A proteggere e rendere fluido questo movimento vi è un menisco, interposto tra i due capi ossei, e una serie di legamenti che tengono assieme l’articolazione.
I denti rappresentano il punto di partenza e arrivo dell’apertura e della chiusura della bocca. Una qualsiasi alterazione di questo meccanismo comporta una serie di reazioni patologiche a catena.

Le disfunzioni dell’A.T.M. si manifestano ogni qual volta una componente dell’articolazione non funziona correttamente. La funzione della mandibola è resa ancora più complessa perché il movimento della bocca è regolato da due articolazioni che devono funzionare in perfetta simmetria. Può bastare un dente fuori allineamento a scatenare una disfunzione articolare anche grave.
La disfunzione delle A.T.M. può interessare ogni fascia d’età, comprese quella infantile e adolescenziale, tuttavia l’età statisticamente più coinvolta è quella tra i 30 e i 50 anni.
Il sesso femminile è colpito con un’incidenza più che doppia rispetto a quello maschile a causa della lassità legamentosa dell’articolazione.  

 Tra le possibili cause si considerano: il digrignamento notturno (bruxismo), i traumi della mandibola, le malocclusioni, l’artrosi dell’articolazione.
Sono cause scatenanti anche la crescita asimmetrica cranio-facciale, la respirazione orale, i vizi di postura, l’ansia e lo stress, la lassità legamentosa.

Le patologie articolari si evidenziano con la difficoltosa apertura e chiusura della bocca.
A volte la mandibola può bloccarsi in una determinata posizione e impedire i normali movimenti come lo sbadiglio o la masticazione. Si manifesta poi una serie di rumori, definiti click, in apertura e chiusura della bocca, dovuti al mal posizionamento del menisco articolare, rumori come scricchiolii più o meno sordi e un senso di acqua nelle orecchie.
Nel corteo sintomatico possono comparire fenomeni dolorosi anche a livello del collo e del volto, cefalee, indolenzimento dei muscoli mandibolari, dolore interno nell’area delle orecchie, vertigini, ronzii e male ai denti. 

La diagnosi va fatta con la palpazione muscolare, con l’esame obiettivo della dentizione, attraverso alcune manovre diagnostiche.
Molto importante è la descrizione dei segni e dei rumori fatta dal paziente.
Nel caso di lesioni del menisco la diagnosi conclusiva può essere fatta solo con una Risonanza Magnetica a bocca aperta e chiusa che permette di evidenziare lo stato delle strutture articolari. La cura si realizza con opportuni esercizi e con l’utilizzo di bites specifici. 

Evitare di introdurre il cibo in bocconi troppo grandi che forzano l’apertura della bocca.
I cibi devono essere teneri e le bevande non contenere elementi eccitanti quali caffeina e alcool, per non scaricare maggior tensione sull’articolazione
Nella fase di dolore acuto è possibile assumere antiinfiammatori, antidolorifici e si possono fare impacchi di ghiaccio.  

L’Osteoporosi

L’osteoporosi è una malattia sistemica che interessa diversi siti scheletrici con l’alterazione della struttura e della massa ossea.
Tale patologia può interessare anche le ossa dei mascellari.
Alcuni studi indicano correlazione tra osteoporosi e malattia parodontale con aggravamento della perdita di osso alveolare.
Sedute di igiene professionale e visite parodontali periodiche sono consigliare alle pazienti in menopausa o affette da osteoporosi, al fine di monitorare, prevenire o curare l’evoluzione di tali fenomeni.  

Nel caso in cui l’osteoporosi sia trattata con biofosfonati per via orale o endovenosa, la paziente deve informare subito il dentista che valuterà il modo migliore di trattare la patologia dentaria. Potrebbe consigliare l’uso di specifici antibiotici prima del trattamento come profilassi e/o dopo il trattamento come terapia, al fine di evitare possibili infezioni ossee mandibolari e mascellari.