odontoiatria conservativa

ODONTOIATRIA CONSERVATIVA

Per conservare il nostro sorriso a lungo

L’odontoiatria conservativa si occupa principalmente della cura della carie dentale ed è finalizzata alla conservazione dei denti colpiti da processi cariosi, da fratture o altre lesioni grazie alla rimozione del tessuto cariato e alla ricostituzione della forma e della funzione originarie del dente.


È una malattia causata da batteri normalmente presenti nella cavità orale che, in presenza di un’elevata concentrazione di zuccheri, colpisce i tessuti duri del dente creando delle cavità.
Se la carie è trattata tempestivamente, recuperare il dente è possibile e veloce, tuttavia se la si trascura i batteri possono arrivare al centro del dente, raggiungendo la polpa, rendendo così necessaria una terapia canalare o devitalizzazione o addirittura rendendo impossibile salvare il dente che dovrà pertanto essere estratto.


Se la carie è ancora agli stadi inziali il paziente non avverte fastidio, saranno le visite di controllo dal dentista che consentiranno di individuarne la presenza e di intervenire in modo tempestivo e semplice.
Solo quando la carie raggiunge una certa profondità, il paziente inizia ad avvertire fastidio, soprattutto in occasione di esposizione della parte al caldo e al freddo, e può provare dolore durante la masticazione o se ingerisce cibi acidi o dolci.
Se la carie viene trascurata, essa continuerà a intaccare il dente sempre più in profondità fino alla polpa, provocando dolore intenso e spontaneo (pulpite).


L’Odontoiatra diagnosticherà la presenza della carie durante un’accurata vista di controllo con l’ausilio di specifici occhialini ingranditori, radiografie Bite wing o per quadranti, e l’uso di DIAGNOCAM, una nuovissima strumentazione in dotazione nel nostro Centro Ortodontico per la rilevazione precoce delle carie che, attraverso la transilluminazione dei denti, rende visibili come punti scuri le zone colpite da processi cariosi. Questo innovativo strumento ci consente di diagnosticare precocemente l’esistenza della carie e quindi di curarla senza dolore, preservando la sostanza del dente.
Per ridurre la possibilità di insorgenza delle carie, ricordiamo l’importanza di un’adeguata igiene orale domiciliare associata all’igiene professionale e ai controlli dal dentista (che individueranno precocemente eventuali lesioni cariose ancora in fase iniziale).


Il dentista dovrà rimuovere il tessuto cariato. Procederà eseguendo l’anestesia e isolerà la zona con la diga di gomma, garantendo così che l’intervento avvenga in un’area pulita senza il rischio di contaminazione batterica. Grazie a tecnologie ingrandenti potrà rimuovere il tessuto danneggiato in modo preciso e sistematico, valutando poi lo stato di salute del dente per definire l’entità del lavoro di ricostruzione: se l’area interessata è ristretta procederà con un restauro diretto (ovvero direttamente in bocca del paziente), se al contrario l’area danneggiata è estesa, esponendo il dente al rischio di fratture durante la masticazione, si renderà necessario procedere con un restauro indiretto (esterno alla bocca del paziente) parziale (intarsio) o totale (corona).

È una procedura odontoiatrica che, attraverso l’utilizzo di materiali compositi, ci permette di ricostruire parti di dente danneggiate dalla carie o da traumi.
Possono essere eseguite sui denti anteriori e su quelli posteriori.
I materiali utilizzati sono definiti compositi e, grazie alle loro caratteristiche di colore e consistenza, ci permettono di riprodurre l’aspetto di un dente in modo naturale.
Se utilizzati sui denti anteriori ci permettono di ricostruire anche lesioni che coinvolgono il 40% del dente. Sui denti posteriori sono utilizzati per sostituire le vecchie otturazioni in amalgama troppo scure per un sorriso smagliante.

L’intarsio è una terapia intermedia tra otturazione e corona.
Ci permette di ricostruire denti molto rovinati risparmiando tessuto integro del dente. È una tecnica da preferire prima di fare una corona per risparmiare tessuto dentale sano. Molto spesso i pazienti con vecchie otturazioni in amalgama decidono di sostituirle, perché inestetiche, scegliendo uno dei nuovi materiali presenti in commercio come zirconio o composito.
L’intarsio va considerato come un’otturazione da eseguire sui denti molari e premolari quando questi sono talmente rovinati da non permettere l’otturazione tradizionale.
L’intarsio è approntato in laboratorio sulla base di un’impronta del dente che è stato preparato in bocca con le frese (poiché richiede una preparazione atta a renderlo ritentivo sul dente quando lo si cementa).
Gli intarsi si dividono in onlay, quando ricoprono tutta la parte occlusale del dente, e inlay, quando sono contenuti all’interno della forma del dente.


L’amalgama dentale è una lega di mercurio con metalli come argento, stagno e rame utilizzata fino ad alcuni anni fa per la realizzazione delle otturazioni dentali.
Il nostro studio dentistico non impiega l’amalgama dentale da più di 10 anni.

Il trattamento endodontico

L’Endodonzia si occupa precisamente dell’endodonto, e cioè “dell’interno dei denti”, consentendo il mantenimento in bocca di elementi dentari altrimenti condannati all’estrazione.

Il trattamento endodontico, dopo le necessarie radiografie che evidenziano lo stato effettivo del dente, prevede la rimozione del tessuto pulpare interessata dall’infezione e la disinfezione della conseguente cavità interna al dente. Una volta completata la disinfezione, l’odontoiatra procede con la sigillatura tramite materiali biocompatibili e il seguente restauro, temporaneo o definitivo, della parte sollecitata dalla masticazione.  Alla fine del trattamento si esegue una radiografia per verificare la buona riuscita della sigillatura dello spazio interno al dente. Molto spesso, per evitare che il dente si fratturi, è necessario effettuare un restauro protesico totale (corona) o parziale (intarsio).

Il trattamento endodontico, o devitalizzazione, si rende necessario nel caso in cui la polpa dentaria si sia infiammata o infettata in modo irreversibile a causa di una carie profonda, di una frattura del dente, (di un trauma violento) o di ripetuti interventi odontoiatrici. Nel caso in cui non si intervenga adeguatamente il dente può dolere in modo acuto e persistente provocando anche ascessi ricorrenti.

Tranne qualche caso di sintomatologia non evidente, solitamente il paziente avverte fastidio e/o dolore durante la masticazione, sviluppa un’ipersensibilità al caldo e/o al freddo, registra una possibile scolorazione del dente e, in fase acuta, gonfiore e fuoriuscita di pus.

Obiettivo della terapia, nella maggior parte dei casi, è proprio l’eliminazione del dolore acuto causato dall’infiammazione della polpa del dente. In ogni caso la maggior parte dei pazienti non avverte alcun dolore grazie agli anestetici e alle tecnologie impiegate. Nei primi giorni successivi alla terapia è possibile avvertire un po’ di dolore che, se intenso, può essere alleviato con l’impiego dei più comuni analgesici, sempre attenendosi alle indicazioni del proprio dentista di fiducia.

Fino alla totale riabilitazione del dente con un restauro definitivo, il dente può fratturarsi più facilmente rispetto a un dente sano, pertanto è importante non masticare cibi duri sul dente interessato dalla terapia. Successivamente al ripristino completo, la funzionalità del dente sarà completa e sarà sufficiente effettuare una corretta igiene orale e regolari controlli dal dentista.
Grazie alla terapia endodontica la maggior parte dei denti avrà una vita lunga come quella di un dente sano e naturale, tuttavia in alcuni casi l’infezione può permanere e ripresentarsi dopo molto tempo rendendo necessaria una nuova terapia endodontica.
La reinfezione può presentarsi anche a causa di nuove fratture o processi cariosi in atto, o perché la sigillatura non svolge più la sua funzione in modo corretto.

La maggior parte dei denti può essere trattata con successo e svolgere la propria funzione per anni, tuttavia se il dente è gravemente fratturato o non è possibile accedere alla parte più profonda della radice, o ancora, esso non presenta un adeguato supporto osseo, non è possibile intervenire con la terapia endodontica.

Recessione gengivale e otturazione dei colletti.

In alcuni pazienti possiamo riscontrare una retrazione gengivale anche consistente nella zona cervicale dei denti.
Le cause sono da ricondurre all’errato spazzolamento dentale, alla scarsa igiene orale, alla parodontopatia.
Le conseguenze sono ipersensibilità dentinale e deterioramento dell’aspetto estetico complessivo del viso.
La recessione altera la proporzione tra dente e gengiva specialmente a livello degli incisivi, dei canini e dei premolari.
In questo caso è indispensabile ricostruire la parte di dente usurata con un materiale composito e successivamente, utilizzando la microchirurgia, innestare del tessuto connettivo autologo che, ricostruendo la gengiva, permette di ricoprire la radice dentale offrendo riparo ai denti sensibili.