ho male a un dente

HO MALE A UN DENTE…

Ho avuto male a un dente…
da allora vado regolarmente dal mio
dentista

Il mal di denti è uno dei dolori più terrificanti che esistano e può rovinare i momenti più belli della nostra vita. Si può manifestare all’improvviso o in modo lento e progressivo.

Lo Studio Dentisti Vignato è sempre a vostra disposizione allo 0444.302284 o 0444.300347 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.30 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00 per qualsiasi consiglio telefonico o direttamente in studio. Ha anche una linea dedicata alle urgenze a cui è possibile scrivere una e-mail in qualsiasi momento dell’anno: [email protected]

In attesa di incontrarci ecco alcune indicazioni per fare un po’ di prevenzione e autodiagnosi.


È sicuramente la domanda fondamentale per orientarsi nella possibile causa del dolore ai denti.

Se dall’ultimo controllo è trascorso un periodo compreso tra 1 e 2 anni allora probabilmente la causa risiede nella pigrizia.
Ricorda che l’igiene dentale abbinata a uno screening radiologico va effettuata ogni 6 mesi ed è il punto di partenza per mantenere una bocca sana, riducendo al minimo la probabilità che faccia brutti scherzi con dolori improvvisi.


Il dolore focalizzato e transitorio su un solo dente molto spesso corrisponde a una carie superficiale. Gli zuccheri presenti nel cibo provocano un dolore che termina in pochi secondi.
Il dolore focalizzato e pulsante corrisponde a una carie profonda che raggiunge la polpa del dente. Il dolore è insopportabile e tende a migliorare tenendo premuto il dente.
Il dolore diffuso alla bocca e alle gengive è segno di gengivite e richiede una visita odontoiatrica o la necessità di una seduta di igiene dentale professionale.


Può confondersi con il mal di denti ma potrebbe trattarsi di una lieve sinusite. Si manifesta nei periodi intermedi dell’anno quando gli sbalzi termici sono più accentuati.
Se lo stesso tipo di dolore s’irradia all’occhio, la causa potrebbe essere una nevralgia da frigore o una sinusite che sta degenerando verso una forma più grave.


Spesso è da ricollegare all’eruzione di un dente del giudizio che a sua volta innesca una nevralgia del nervo mandibolare (soprattutto tra i 18-25 anni).
Se il dente del giudizio è già erotto parzialmente, o completamente, potrebbe trattarsi di una carie o dell’infiammazione della gengiva (pericoronarite).
Le nevralgie del nervo mandibolare, senza apparente relazione con i denti, possono indicare una nevralgia del trigemino. In genere sono associate a nevralgie di altri fasci nervosi del viso.


È dovuto alla presenza di un ascesso che molto spesso riguarda i denti ma può trarre origine anche dalle ghiandole salivari.
È il segno di una patologia rapidamente evolutiva e richiede di essere controllata dal dentista.
La parte è calda, dolente con la pelle in superficie molto tesa. Un primo presidio di emergenza può essere l’applicazione di ghiaccio.


Molto spesso si tratta di un’afta.
È un’ulcerazione della mucosa di origine batterica. Può essere ricorrente, in seguito a trattamenti odontoiatrici o a ferite involontarie.
Si evidenzia nelle zone in cui la mucosa gengivale friziona su parti aguzze come denti rotti, tartaro o protesi imprecise.
Generalmente si risolve spontaneamente in pochi giorni. Il dolore si accentua con l’assunzione di cibi acidi o piccanti.


Sì è normale. Il dolore in seguito a una canalare può persistere nei casi più complicati anche per una settimana. Sparisce spontaneamente e progressivamente.
L’endodonzista in certi casi può consigliare la somministrazione di antibiotici e antidolorifici.


Il solo dolore può essere gestito con l’uso degli antidolorifici.
Se a questo si associa un dolore pulsante è meglio dormire in posizione eretta ponendo due cuscini sotto la testa, evitando così di far aumentare la pressione sanguigna a livello del cavo orale.
Naturalmente sono da evitare cibi caldi, esercizi sportivi o movimenti bruschi fino alla visita dal dentista.


Esistono dentature molto sensibili che non necessariamente presentano problemi gravi.
Tuttavia, l’ipersensibilità a caldo e freddo potrebbe anche suggerire la presenza di una carie, o la presenza di colletti dentali (parte iniziale della radice molto sensibile) scoperti a causa di un ritiro gengivale. Suggeriamo un controllo dal dentista in entrambi i casi.


Sì, può accadere, solitamente, però, è una reazione che svanisce in pochi giorni. Se dovesse persistere si consiglia una vista dal dentista che valuterà la necessità di effettuare un ritrattamento.


Il dolore all’articolazione temporo-mandibolare colpisce prevalentemente le donne e ha origini complesse.
In linea di massima si può dire che i rumori in fase di apertura e chiusura della bocca rappresentano sempre un’alterazione dell’occlusione. L’occlusione alterata fa si che i condili non si muovano in modo simmetrico e il menisco interposto blocchi il normale movimento producendo il tipico click delle patologie articolari.
Se assieme al rumore in apertura e chiusura della bocca si manifesta anche una limitazione dei movimenti, o una deviazione della bocca, significa che la struttura articolare sta andando incontro a una forte degenerazione anatomica.
Comunque sia la diagnosi finale può essere fatta solo con l’ausilio di una risonanza magnetica.

Il dolore muscolare ha un’origine diversa. È legato alla tensione che il nostro corpo scarica sui muscoli della bocca.
Nelle forme gravi si associa anche alle patologie dell’articolazione, ma i muscoli interessati sono diversi.
Nei casi di bruxismo, o digrignamento, i muscoli interessati sono il massetere, il temporale o lo sternocleidomastoideo, mentre nel caso di problemi articolari viene coinvolto il pterigoideo interno.
Il bruxismo e il digrignamento si riconoscono per l’usura dei denti, per la cefalea ricorrente e la difficoltà di rilassamento durante le ore lavorative e notturne.
La diagnosi e la soluzione di tali patologie richiede molta esperienza e competenza che potete trovare nel nostro studio dentistico.


I denti si allineano lungo le arcate e si assestano in funzione delle forze muscolari e dello spazio che hanno a disposizione.
Talvolta la lunghezza dell’arcata non è sufficiente a ospitare tutti i denti e in questi casi gli ultimi denti che erompono non riescono ad allinearsi correttamente, disponendosi dove trovano minore resistenza.
Nel caso in cui si voglia allineare i denti nelle arcate per ripristinare una buona occlusione, ma non sia possibile un’espansione dell’arcata, può essere necessaria l’estrazione di elementi dentari che spesso sono perfettamente sani.
I denti del giudizio sono spesso sacrificati per questa ragione.


La carie
Provocata principalmente dai batteri contenuti nella placca batterica che convertono gli zuccheri in acido distruttivo per lo smalto dentale.
La decalcificazione provoca poco per volta piccole cavità nello smalto che consentono ai batteri di penetrare in profondità, interessando i tessuti più interni come la dentina e la polpa ricca di terminazioni nervose.
Se la presenza di una carie viene rilevata in una fase iniziale la risoluzione è possibile con una semplice otturazione. Se la carie penetra in profondità, arrivando alla polpa, il dente, prima di essere ricostruito, deve essere devitalizzato.
L’azione dei batteri sugli zuccheri avviene nei primi 10/15 minuti dopo i pasti e durante la notte se vengono lasciati dei residui di cibo. Per questa ragione è essenziale spazzolare i denti regolarmente dopo ogni pasto: mattina, mezzogiorno e sera.
È necessario che questa cura sia prestata anche ai denti da latte dei bambini perché facilmente aggredibili dalla carie.
Un presidio indispensabile è rappresentato dal filo interdentale che ci permette di rimuovere la placca anche negli spazi non raggiungibili dallo spazzolino.
La presenza di vecchie otturazioni imprecise permette alla placca di ristagnare più facilmente accelerando il processo sopra descritto.

L’ascesso
 è un accumulo di pus all’interno delle tasche parodontali, nell’alveolo dentario o nella zona apicale dei denti con carie profonda.
Quando si verifica, nella zona più interna del dente si percepisce un dolore forte, spesso associato a gonfiore diffuso, con rialzo termico e rigonfiamento dei linfonodi del distretto.
L’ascesso parodontale, riassorbendo l’osso, rende il dente mobile, si associa a dolore acuto, aumenta la sensibilità e si percepisce un cattivo sapore.

Causata principalmente dall’accumulo di placca batterica, che calcificando si trasforma in tartaro, la gengivite infiamma le gengive che risultano così arrossate e spesso sanguinanti.
Lo spazzolino può aumentare il dolore e spesso la gengiva si retrae lasciando scoperta la base del dente molto sensibile. Anche i traumi come lo spazzolamento eccessivo, le carenze vitaminiche o le malattie debilitanti, il fumo e l’abuso di alcolici possono causare la gengivite.

La nevralgia dentale è causata dall’infiammazione del nervo facciale “Trigemino”, che conferisce sensibilità alla pelle del viso e alla parte superiore della testa. Esso può provocare dolori intensi, lancinanti e una sensazione simile a una scossa elettrica che può durare da pochi secondi a un paio di minuti con intervalli molto irregolari.
La nevralgia del trigemino si manifesta a livello Mandibolare, nel distretto Mascellare e Oftalmico.